Il Parmigiano Reggiano per tutti: anche per chi è intollerante al lattosio

Il Parmigiano Reggiano non contiene né lattosio né galattosio, per questo è ideale anche per tutti coloro che sono intolleranti al lattosio.

 

 

ASSENZA DI ZUCCHERI

Il Parmigiano Reggiano non contiene né lattosio né galattosio. 

Nelle ore immediatamente successive alla caseificazione avviene un rapido sviluppo di lattobacilli, che fermentano tutto il lattosio presente nella cagliata in circa 6-8 ore.
Anche il galattosio, che si forma dal lattosio, viene metabolizzato rapidamente  nel giro di 24-48 ore scompare completamente.
Grazie a questo il Parmigiano Reggiano è perfetto per tutti coloro che sono intolleranti al lattosio.

INTOLLERANZA O ALLERGIA?

Bisogna distinguere tra l’intolleranza al lattosio e l’allergia al latte.
Il lattosio è lo zucchero del latte. E’ uno zucchero disaccaride che per essere assorbito dal nostro organismo deve essere scisso nei due zuccheri che lo compongono: glucosio e galattosio.
Il processo di scissione avviene grazie ad un enzima: lattasi. L’intolleranza al lattosio , con tutte le sue reazioni, è dovuta all’assenza di questo enzima.
L’allergia al latte invece, è causata dalle proteine del latte: caseine e sieroproteine

L’allergia alimentare è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari che attiva il sistema immunitario. Un allergene (proteina presente nell’alimento a rischio che nella maggioranza delle persone è del tutto innocua) innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi. Gli anticorpi determinano il rilascio di sostanze chimiche organiche, come l’istamina, che provocano vari sintomi: prurito, naso che cola, tosse o affanno. Le allergie agli alimenti o ai componenti alimentari sono spesso ereditarie e vengono in genere diagnosticate nei primi anni di vita.

L’intolleranza alimentare coinvolge il metabolismo ma non il sistema immunitario.

IGIENE E SICUREZZA

Il formaggio Parmigiano Reggiano, così come esso viene attualmente prodotto, stagionato e conservato, presenta caratteristiche igienico-sanitarie eccellenti, che lo rendono un alimento sicuro per il consumatore. Le modalità di produzione e i tempi di stagionatura sono tali da inibire, in ogni caso, l'eventuale sviluppo di specie microbiche che potrebbero costituire un potenziale pericolo per la salute del consumatore.

Infatti gli aspetti più salienti sui quali si basa la trasformazione del latte in Parmigiano Reggiano sono:

- l'uso di fermenti (ottenuti da colture naturali in siero e proveniente esclusivamente dall'ambiente di produzione) costituiti da ceppi di lattobacilli termofili a forte attività acidificante e resistenti alle temperature di cottura della cagliata che portano il pH a valori intorno a 4,9-5,0 per 48.72 ore;

- l'intensa disidratazione del coagulo e l’elevata temperatura finale di cottura (55-56°C), con permanenza della cagliata ad alta temperatura (superiore ai 50°C) per 8-10 ore;

- la salatura per immersione in salamoia satura, a temperatura di 16-18°C, per 20-25 giorni (nel formaggio maturo il contenuto in sale  è pari a circa  1,4%);

- la lunga stagionatura, che deve durare per almeno i 12 mesi e che normalmente si protrae fino a 2 anni (il formaggio pronto al consumo ha un'umidità pari a circa il 30%, un pH pari a 5,4-5,5 e una attività dell'acqua pari a 0,91 circa);

- la consistenza e lo spessore della crosta, che costituiscono una naturale protezione del formaggio contro gli agenti esterni.

L'insieme di queste condizioni, necessarie alla riuscita qualitativa del prodotto, garantiscono la riconosciuta sicurezza del prodotto sotto il profilo igienico-sanitario.

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